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15.2.14

Guinness e luna piena

Dopo aver passato la serata in un pub con Barbara e ottimi amici quali Andrea, Luca e Aislinn – un ottimo pub, pure, che non frequento da tempo e mi mancava – è arrivato ahimè il momento dei saluti. È sempre troppo presto per questo. Dobbiamo tornare al tavolo a ragionare su cos'hanno prodotto gli ultimi dieci anni come musica. Adesso è il giorno dopo e quando sarò a casa a battere il post (e giocare col gimp su un'immagine) sarà tardi per un in bocca al lupo per la presentazione a Novara.
Comunque, raggiunta la portiera della macchina, ci siamo voltati un secondo e la luna era tonda come un diecino. Efemeridi alla mano, mancavano proprio pochi minuti al momento di massima distanza di questa dal sole. Per dirla spiccia, stanotte c'era la luna piena.

10.3.06

Quanto siamo piccoli?

Ho giocato un po' con Celestia, intanto che coprivo un po' di orario extra.
Ho provato a perdermi nello spazio profondo. Le rappresentazioni ottiche delle galassie sono molto verosimili, perché provengono tutte da dati astronomici. Trovare la Via Lattea per tornare è stata un'impresa. Più che altro la si riconosce perché forma un triangolo con M33 ed M31 (Andromeda, quella dei Cavalieri dello Zodiaco), ma bisogna affinare l'occhio.
Se non la si confonde con M31, dopotutto sono entrambe galassie a spirale con due piccole galassie satelliti ciascuna (M31 è più tonda) ci si può avvicinare a casa. Da lì è facile vedere il Sole? Assolutamente no.
Posto che bisogna riconoscere il braccio giusto della nostra galassia (il meno luminoso), l'unica stella che può brillare abbastanza da costituire un faro è Deneb. Non è lontanissima da noi. E' facile raggiungere Sol da Deneb? No.
Mi sono spostato verso Polaris, pensando "caspita, chi è che non si orienta con Polaris?" Ma anche da lì, riconoscere Sol è un'impresa. Però si scorge una stella che è ancora più vicina alla nostra: Vega. Solo da lì, scrutando con molta attenzione, ci si può accorgere che uno dei puntini gialli più minuscoli è in realtà un corpo celeste a pochi anni luce. Relativamente pochi.
Conclusione: se il nostro mondo non lo trova il Re Vega, non lo troverà mai nessuno.