Meet you on the other side è letteralmente una doccia fredda.
C'è tanto mare, tanta acqua gelida, tanta libertà in giro per tutta l'Europa, con quegli strani individui che girano con le tavole da surf e che noi, finché rimaniamo pantofolai fantozziani, non possiamo capire appieno. E poi c'è quello strano tizio dai capelli rossi. È strano forte, e tocca aspettare la terza parte del libro per chiarire esattamente chi è e da dove viene.
Max, il papà di Eli, è scomparso fra le onde. Max era uno di quegli strambi nomadi che vanno a caccia di onde con la tavola da surf. Eli si trova a scoprire come prendere questo lutto, a realizzare tutta l'insofferenza che prova per la parte sedentaria della propria vita e le persone che la rappresentano, a raccogliere pian piano tasselli sulla misteriosa presenza che fin da piccola sorprendeva nella propria camera da letto.
Prima di tutto, il titolo in inglese non è un vezzo esterofilo: proprio questa frase, e in questa lingua, compare in un momento cruciale; ha il diritto di tenere insieme la storia facendo da titolo. Va di pari passo con quanto poco Eli e gli altri personaggi ricorrenti sono legati a questo o quel luogo, finendo a parlare tre o quattro lingue praticamente prima ancora di cambiare frase.
In più ci sono Eli e gli altri surfisti, che per noialtri sono come degli alieni atterrati dal pianeta Surf. Anna Giraldo ci prende e ci tuffa a viva forza nel loro mondo - e dopo averci immersi, chiude pure il tappo, si sa mai che provassimo a riemergere boccheggiando in cerca di poltrona e pantofole. È un'esperienza così coinvolgente che, se non sapessi per certo che non è così, crederei che Anna ha passato l'intera vita a spellarsi al sole e acquattarsi nell'acqua ghiacciata a caccia dell'onda, prendendo questo libro come prova.
Invece ha svolto "semplicemente" un ottimo lavoro come autrice. Un lavoro che può ispirare altri autori, mostrando che è possibile documentarsi e portare il lettore per mano, in un giro turistico alla scoperta di una realtà nuova.
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18.6.16
Meet you on the other side, Anna Giraldo
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21.6.11
Storie del mare
Da buon bambinone appassionato di letteratura piratesca – da L'isola del tesoro, a Il corsaro nero, a Monkey Island – capita che mi imbatta in documenti e saggi storici. Non li vado a cercare, ci vado a sbattere contro.
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