Nell'universo percepibile non siamo in grado di invertire il tempo. Il prima e il dopo non si possono scambiare.
Forse.
In informatica esistono i task paralleli, laddove il sistema operativo lo permette. Che siano interi programmi o chiamate di funzione, che la cosa sia dichiarata esplicitamente dal programmatore o imposta dalla piattaforma di sviluppo, capita che un'operazione venga lanciata in un cosiddetto thread separato. Non ci interessa cosa ne fa il processore (o i processori, se sono più di uno), solo che i thread separati vengono eseguiti contemporaneamente. Se sono contemporanei, va da sé, non sono più sequenziali.
27.3.08
21.3.08
L’ultimo boccone
Il Signore spezzò il pane.
«Ahia!»
«Ahia!»
17.3.08
Tavolo luminoso
Rifacendo l'appello dei nostri possedimenti in cantina è saltato fuori un vecchio amico: il mio caro vecchio tavolo luminoso che avevo fatto in casa con tanta passione, con scarti di legno e uno scarto di plexiglas.
La costruzione è stata tanto semplice quanto proletaria. Ho già detto che il materiale era tutto di scarto? Ho tagliato i pezzi di legno in modo da fare una specie di cornice a misura del rettangolo di plexiglas, mi sono accertato che il legnetto posteriore fosse più alto in modo da tenere il tavolo luminoso inclinato. Infine ho trapanato sul plexiglas i buchi per le viti e l'ho montato sopra la cornice. Come lampada usavo una normale lampadina a goccia da 25W, anni fa, ma oggi penso che sceglierei una torcia a LED, per due motivi. Primo, è più piccola; secondo, è molto più fredda dei bulbi a incandescenza. Permetterebbe un'aggiunta che allora invece ho scartato a priori: un bel foglio di normalissima carta 80gr per opacizzare il piano trasparente (fidatevi: nessuno vuole accecarsi guardando in faccia una lampada a incandescenza), senza la preoccupazione di riscaldare l'ambiente con un allegro incendio.
Vedo alcune mani alzate là in fondo. Cosa ho disegnato col tavolo luminoso, mi chiedete?
Eh, un attimo di pazienza e tutto sarà rivelato. Fatemi rovistare ancora.
La costruzione è stata tanto semplice quanto proletaria. Ho già detto che il materiale era tutto di scarto? Ho tagliato i pezzi di legno in modo da fare una specie di cornice a misura del rettangolo di plexiglas, mi sono accertato che il legnetto posteriore fosse più alto in modo da tenere il tavolo luminoso inclinato. Infine ho trapanato sul plexiglas i buchi per le viti e l'ho montato sopra la cornice. Come lampada usavo una normale lampadina a goccia da 25W, anni fa, ma oggi penso che sceglierei una torcia a LED, per due motivi. Primo, è più piccola; secondo, è molto più fredda dei bulbi a incandescenza. Permetterebbe un'aggiunta che allora invece ho scartato a priori: un bel foglio di normalissima carta 80gr per opacizzare il piano trasparente (fidatevi: nessuno vuole accecarsi guardando in faccia una lampada a incandescenza), senza la preoccupazione di riscaldare l'ambiente con un allegro incendio.
Vedo alcune mani alzate là in fondo. Cosa ho disegnato col tavolo luminoso, mi chiedete?
Eh, un attimo di pazienza e tutto sarà rivelato. Fatemi rovistare ancora.
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8.3.08
Cento mimose
E' passato un secolo dall'incendio, vediamo di tirare qualche somma.
L'incendio del 1908 è stato un caso limite e non è facile che si ripeta, ma intanto la prima causa di morte sembrano le violenze domestiche. L'articolo 37 della Costituzione (La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore...) è raramente applicato. La quantità di umiliazioni a cui la donna è costretta a sottostare (al lavoro, a casa, per strada...) è sempre imbarazzante.
Ne riparliamo nel 2108?
L'incendio del 1908 è stato un caso limite e non è facile che si ripeta, ma intanto la prima causa di morte sembrano le violenze domestiche. L'articolo 37 della Costituzione (La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore...) è raramente applicato. La quantità di umiliazioni a cui la donna è costretta a sottostare (al lavoro, a casa, per strada...) è sempre imbarazzante.
Ne riparliamo nel 2108?
8.2.08
Barry sulla Luna
Non è tanto una notizia, soprattutto visto che ormai è vecchia di quasi una settimana. Ormai tutti coloro che negli anni ’70 (ma anche dopo) si appassionarono alla serie di fantascienza Spazio 1999 sanno già della sua dipartita. Barry Morse (10 giu 1918 - 2 feb 2008) allora impersonava Victor Bergman, voce pacata della razionalità in un ambiente gravato da una sfiga colossale.
Non ricorderò tanto le castronerie che il copione gli faceva sparare come scienziato (si sa, non è che dovesse essere uno scienziato per davvero. Mica erano effettivamente a migliaia di anni luce dalla Terra, comunque. E poi, mica si può scalzare la Luna dall'orbita con un'esplosione come quella del pilot sul serio), quanto la sua interpretazione impeccabile di un uomo di virtute e conoscenza.
Con tanto affetto.
Non ricorderò tanto le castronerie che il copione gli faceva sparare come scienziato (si sa, non è che dovesse essere uno scienziato per davvero. Mica erano effettivamente a migliaia di anni luce dalla Terra, comunque. E poi, mica si può scalzare la Luna dall'orbita con un'esplosione come quella del pilot sul serio), quanto la sua interpretazione impeccabile di un uomo di virtute e conoscenza.
Con tanto affetto.
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6.1.08
In principio era il FPS
Ripescando dal lontano passato, ho ritrovato il mio modesto contributo in fatto di videogiochi. The hunt era un megawad, come sono definite le estensioni per Doom II: Hell on Earth sceneggiate su più di una mappa. Questo supportava il gioco singolo, coop e deathmatch.
Trama avvincente quanto elementare: arrestato ingiustamente (ma con un’arma!), il protagonista deve: fuggire; risalire gli scenari della stazione spaziale fino al molo; rubare una nave; dirottarla; dare al boss quello che si merita.
Se avete ancora Doom II e/o Final Doom…
Trama avvincente quanto elementare: arrestato ingiustamente (ma con un’arma!), il protagonista deve: fuggire; risalire gli scenari della stazione spaziale fino al molo; rubare una nave; dirottarla; dare al boss quello che si merita.
Se avete ancora Doom II e/o Final Doom…
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23.12.07
Tempi metropolitani
Così si giustifica l'autore dell'attentato alla vita di Benedetto XVI: "Non ho la macchina, e la sotterranea passa ogni morte di Papa."
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